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Il mio percorso nel capire cosa fare della vita

Mi sono sempre considerato il tipico ragazzo che quando ci parli ti sa descrivere in una breve frase esattamente dove vuole andare nella vita, quale è il suo punto di arrivo. Questa consapevolezza porta con sé anche degli effetti collaterali positivi quali la sicurezza in se stessi e la chiarezza nell’organizzare il percorso. Durante il mio percorso universitario da ingegnere ho mantenuto questa immagine salda in testa in modo da dare un senso allo sforzo che mi veniva richiesto. In questi 5 anni però la mia competenza ingegneristica non è stata l’unica cosa a cambiare, sono anche maturato.

La maturità, nel mio modesto modo di vedere le cose, è capire gradualmente la complessità del mondo e che i modelli che utilizziamo per comprenderlo, per quanto siano buoni, spesso possono fallire.

Recentemente mi sono imbattuto in un discorso di Jordan Peterson nel quale spiegava il processo della maturazione con una analogia. Lui ritiene che sia come “passare attraverso una fessura”. Passare dall’ampissimo spettro delle possibilità della giovinezza, al mettere a fuoco poche vie restringendo il campo. Questo modo di vedere la questione si sposa molto bene con la mia esperienza personale.

Ho passato anni a indagare sui miei gusti, sulle mie affinità, aggiornando il mio modello di vita da inseguire, fino al giorno in cui ho incontrato la mia fessura. Al termine del mio percorso universitario ho affrontato uno stage in una prestigiosa azienda automotive, sulla carta era il sogno di una vita. Durante questa esperienza tuttavia si delineava un ambiente completamente diverso dalle mie aspettative. Il giorno della verità fu quando, durante un test, un motore si ruppe e vidi 5 ingegneri di mezza età intorno ad un pezzo di alluminio a discutere della rottura. Lì ho capito una cosa fondamentale: io quella cosa non la volevo fare.

Uscito da quella fessura, mi sono ritrovato un bagaglio importante di conoscenze e soprattutto un nuovo ventaglio enorme di possibilità che si apriva davanti a me.

Il cambio di prospettiva a questo punto viene da sé. La fessura non è un’etichetta nella quale incastrarsi, ma una sfida, spesso stretta, spesso difficile, al di là della quale però c’è una maggiore conoscenza di sé. Dunque il concetto che mi porto a casa da questa riflessione è che: non ha senso passare il tempo a cercare di definirsi in modelli pre-impostati, l’importante è avere il coraggio di passare da quelle fessure e accettare il risultato.


  1. https://www.youtube.com/watch?v=JjfClL6nogo
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